Ponti e viadotti: tutte le crepe di una regione fragile

L'Umbria dei mille cantieri, i fondi per la manutenzione che non arrivano e la viabilità regionale che funziona a singhiozzo
I problemi più gravi riguardano Ponte San Giovanni e il viadotto della Contessa a Gubbio, ma anche il ponte sulla Terni-Rieti

Viadotto Puleto ma non solo- Negli ultimi mesi ad essere sotto la lente d’ingrandimento dei controlli di sicurezza di Anas sono molti ponti e cavalcavia anche in Umbria. La chiusura del viadotto nella zona di Valsavignone, sul tratto di E45 al confine tra Toscana e Emilia Romagna, è arrivata in seguito alla segnalazione di crepe profonde sui piloni in cemento e i primi accertamenti tecnici, che hanno costretto la Procura di Arezzo a disporre il sequestro. L’interruzione sta causando numerosi disagi alla circolazione in quello che è uno snodo cruciale per la viabilità nazionale, tagliando in due la penisola tra Orte e Cesena. Complicazioni e difficoltà non mancano, ma la scelta delle autorità regionali di chiudere il viadotto Puleto ha una ragione ben precisa: non far sì che si ripeta un drammatico incidente come quello del Ponte Morandi di Genova. Nel capoluogo ligure, il 14 agosto 2018, una sezione del viadotto è improvvisamente crollata insieme a un pilone di sostegno, provocando 43 vittime.
Il problema allora si pone in altri termini: perché si arriva alle estreme conseguenze e quindi a chiudere strade e ponti e non si riesce ad intervenire prima? E anche quanti sono i ponti a rischio in Umbria e cosa si sta facendo?

Gli investimenti per l’Umbria-Sulla rete stradale dell’Umbria sono presenti mille opere, circa 600 tra ponti e viadotti e 400 tra sottopassi e sovrappassi, per la cui messa in sicurezza e la manutenzione sono stati stanziati circa 30 milioni di euro.


La somma risponde ad una richiesta specifica fatta in sede di discussione del Decreto Genova, che in seguito nella Legge di Bilancio ha trovato un’apposita risposta.
Mesi fa era stato presentato un ordine del giorno, approvato alla Camera, dove si chiedevano misure per potenziare e sostenere la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture. A firmare tale richiesta era stato il deputato umbro Emanuele Prisco (FdI).

I casi critici- In provincia di Perugia sono circa 100 gli interventi previsti, 16 invece a Terni. L’iter della manutenzione dei viadotti e dei ponti, spiega Anas, prevede un controllo trimestrale e un’analisi annuale più approfondita, oltre agli accertamenti giornalieri effettuati dagli operai sulle strade. Per questo, recentemente, sono stati avviati lavori di risanamento sui viadotti nella zona di Perugia che rappresentano i casi più critici, in particolare sul raccordo Perugia-Bettolle. Due viadotti tra Olmo ed Ellera, due a Ponte San Giovanni e un altro cavalcavia lungo il raccordo, con un investimento complessivo di quasi un milione di euro. Tutti gli interventi, comunque, dovrebbero concludersi entro i primi mesi dell’anno. Questi lavori si aggiungono a quelli completati negli anni recenti sulla E45 in entrambe le province, per un investimento complessivo di oltre 8 milioni di euro.

Gli imprevisti- Ma agli interventi si aggiungono problemi: il giorno successivo la chiusura del viadotto Puleto in Toscana, a Ponte San Giovanni tra l’innesto con la E45 e la galleria Volumni, si è rotta una mattonella di un giunto del ponte. L’incidente è stato velocemente risolto, ma intanto lunghe code e rallentamenti hanno interessato gran parte di quel tratto della E45. A pochi giorni di distanza un altro allarme: a preoccupare, come si apprende da fotografie e segnalazioni fatte durante un sopralluogo, è il viadotto della Contessa, lungo la strada statale 452 che collega il comune di Gubbio con le Marche, dove in molti punti sono ben visibili segni di logoramento. Dopo immediate analisi Anas ha comunque assicurato che non c’è nessuna emergenza.

Dettaglio di un ponte sotto la E45

Una storia infinita- Torna in primo piano il cantiere della strada Terni-Rieti. Mentre nel tratto reatino i lavori sono attivi, in quello di Terni sono fermi da molti mesi. Sopra il fiume Velino infatti, nella parte umbra, del ponte c’è solo lo scheletro in acciaio. Ad allarmare è lo stato dei piloni che, a due anni dalla loro posa, sono già abbondantemente attaccati dalla ruggine.

Ponte all’altezza di località Piscille (PG)


L’unica risposta certa al problema è la più ovvia: ponti e viadotti vanno costruiti bene, e soprattutto serve una manutenzione attenta e continua. Tema particolarmente attuale in Umbria, dove vanno mantenuti o ripristinati standard di sicurezza. I fondi sono stati già stanziati ma non si sa se saranno sufficienti né quando verranno trasferiti ad Anas. Intanto non sembra esserci un reale rischiodi crollo in nessuna delle strutture supervisionate da Anas, ma la prudenza non è mai troppa. Disagi sia nella viabilità sia economici non mancano, ma nell’attesa meglio una fila in più ed un crollo in meno.

Autore

Marianna Grazi

Nata a Sinalunga, in provincia di Siena, il 26/02/1993. Dopo la maturità scientifica ho conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Siena e una laura specialistica in Editoria e Scrittura presso La Sapienza di Roma. Giornalista praticante del XIV Biennio della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.