L’utopia concreta di Edicola 518

Da luogo morente a centro culturale: il primo giugno il progetto festeggia un decennio di attività tra libri, vinerie e spazi di libertà creativa
Antonio Brizioli, uno dei fondatori: «Abbiamo fatto quello che ci piaceva, ed è piaciuto anche agli altri»

«Ci siamo detti: facciamo la nostra edicola dei sogni. Per chi è? Per noi. E se abbiamo l’esigenza di fare questa cosa qua è ragionevole pensare che possa interessare e piacere a qualcun altro». È nata così, a Perugia, ai piedi delle scalette di Sant’Ercolano, l’Edicola 518. Luogo utopico della nostra regione che si è fatto realtà. In un’epoca che ha scelto il digitale come unica possibilità e ha condannato le edicole alla riconversione in rivendite di gadget improbabili, Antonio Brizioli e il collettivo Emergenze hanno preso un luogo morente per farci qualcosa che non era ancora mai stato fatto.

Antonio Brizioli insieme agli altri fondatori

«Lo definirei un progetto utopico – ci racconta Brizioli – perché c’è l’idea di andare verso qualcosa che non c’è, di realizzare qualcosa che secondo l’opinione comune è impossibile». Non un sogno che si ferma al pensiero, allo sguardo fuori dal finestrino, ma quello che lui definisce «utopia concreta, ovvero qualcosa di apparentemente impossibile che poi diventa possibile».

L’importanza della carta – Sin dall’inizio, non si trattava di un semplice restauro, ma di «ridare senso a un oggetto che ha perso il suo ruolo nelle comunità». E al centro è stata messa la carta, la «cellulosa», intesa come resistenza fisica, perché il problema non è il supporto, ma l’abitudine. «La gente, più che la carta, purtroppo sta abbandonando la lettura. L’Italia ha statistiche ben più gravi della maggior parte degli altri paesi europei». Eppure, proprio in questo scenario, il libro fisico diventa centrale. «Il lettore forte è legato alle possibilità sensoriali che solo l’oggetto libro ti dà: un oggetto che si tocca, si odora e fa rumore».

Il modello indipendente – Per riuscirci, è stato necessario rompere con la filiera tradizionale, rifiutando la grande distribuzione. «Non aderiamo a uno schema o a un pacchetto che non ci interessa, sarebbe un gesto di puro autolesionismo». Al suo posto un modello indipendente, una nuova forma di edicola che smette di essere punto vendita e diventa luogo di aggregazione per produrre eventi e laboratori. Il primo giugno di quest’anno, l’Edicola 518 compirà dieci anni di attività. Anni in cui il progetto si è espanso. Vicino all’edicola ora ci sono anche la libreria Paradiso 518 e la vineria Quasi 518.  Un’utopia concreta che è riuscita a dimostrare come un modello alternativo possa funzionare e diventare solido.

«Vogliamo dimostrare – spiega Brizioli – che tutto quello che ci dicono essere antieconomico può essere messo a sistema in una forma intelligente».  Il futuro, per Edicola 518, è una «pagina bianca» ancora tutta da scrivere. Lo spiega un manifesto che ha invaso Perugia per invitare alla riscrittura collettiva dello spazio pubblico. «Si è aperta quella breccia utopica e sarebbe delittuoso non perseguirla con tutte le nostre forze». Il limite? Solo la fantasia.

Autore

Libero Stracquadanio

Nato in Sicilia nel 2002, sono cresciuto nella mia città, Modica. Finite le scuole superiori, mi sono trasferito a Bologna, dove ho conseguito una laurea triennale in Scienze della Comunicazione e scoperto la passione per il giornalismo e la politica.