Riaperte le indagini sulla morte di Aurora Maniscalco. La hostess di 24 anni lo scorso giugno, in circostanze non chiare, aveva perso la vita precipitando dal terzo piano della sua abitazione di Vienna, dove viveva con il fidanzato, Elio Bargione.
La procura austriaca aveva inizialmente archiviato il caso come suicidio, ma la famiglia non si era mai arresa. “Si intravede finalmente una luce – dice la zia di Aurora, Ninfa – da quattro mesi brancoliamo nel buio, adesso ci aspettiamo giustizia e che ci dicano cosa è davvero successo quella sera. Mio fratello e mia cognata da allora non vivono più. Vogliamo la verità, il non sapere ci logora”.
I magistrati viennesi hanno accolto l’istanza presentata dall’avvocato di famiglia Alberto Raffadale e dal collega austriaco Andrea Longo, che assistono la famiglia della vittima. L’ipotesi di reato è l’istigazione al suicidio.
