Nuove tensioni tra Washington e Caracas dopo l’ultimo attacco statunitense nel Pacifico orientale. Il Pentagono ha confermato di aver colpito una nave sospettata di traffico di droga, causando la morte di quattro persone definite “narco-terroristi”. L’operazione, condotta in acque internazionali, rientra nella campagna antidroga voluta da Donald Trump, che negli ultimi due mesi ha provocato oltre sessanta vittime.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha difeso l’azione come “legittima e conforme al diritto internazionale”, ma la mossa ha alimentato nuovi timori in Venezuela, dove il presidente Nicolás Maduro denuncia il rischio di una “invasione imperialista”. Caracas ha rafforzato la sorveglianza aerea dopo aver intercettato tre velivoli sospetti provenienti da nord.
Intanto, il gruppo d’attacco della portaerei Gerald Ford si dirige verso i Caraibi, nel più imponente dispiegamento navale americano in America Latina dagli anni ’90. Gli esperti parlano di una possibile escalation missilistica, mentre il governo venezuelano accusa gli Stati Uniti di preparare un’operazione sotto falsa bandiera.
Anche il Messico e la Colombia hanno espresso preoccupazione, chiedendo il rispetto dei trattati internazionali.
