Una sfida globale, un impegno locale

Il Consigliere Delegato di Gesenu, Luciano Piacenti: «Bisogna accelerare prima che i fenomeni diventino irreversibili»
Il punto sulla transizione ecologica: dai successi di Perugia all'allarme per lo scioglimento dei ghiacciai

«Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena lottare», diceva Hemingway. Nata nel 1980, la Gesenu S.p.A. ha attraversato oltre quarant’anni di storia trasformandosi da semplice ditta della nettezza urbana a un gruppo ambientale integrato. Oggi l’azienda è centrale nell’economia circolare del Centro Italia. Per comprendere come questa realtà stia affrontando le sfide della transizione ecologica, abbiamo intervistato Luciano Piacenti, Consigliere Delegato di Gesenu.

Luciano Piacenti, Consigliere Delegato di Gesenu

Nonostante il dibattito sulla sostenibilità sia talvolta polarizzato, Piacenti si dice fiducioso: «I concetti della sostenibilità stanno passando nella popolazione; la consapevolezza verso le criticità ambientali è aumentata e vedo un atteggiamento più rispettoso». Tuttavia, avverte che non c’è tempo da perdere per rallentare i cambiamenti climatici: «Bisogna fare di più di quello che si fa adesso per evitare che i fenomeni diventino irreversibili, come lo scioglimento delle calotte glaciali». Come spiega l’Ispi, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento (l’inizio dell’era industriale), l’intervento umano ha provocato un innalzamento della temperatura terrestre di circa 1°C. Questo fenomeno non è statico: il calore globale continua a crescere con un ritmo costante di 0,2°C ogni dieci anni. Le ultime analisi dell’Unfccc indicano una direzione preoccupante: se non verranno implementate nuove strategie per ridurre le emissioni, entro il 2100 la temperatura globale potrebbe aumentare di 2,7°C.

I dati sembrerebbero premiare l’impegno di Gesenu sul territorio. A Perugia, la raccolta differenziata ha superato abbondantemente la soglia del 72%, distinguendosi non solo per quantità ma anche per qualità. Esistono però delle sfide, come specifiche aree del perugino. Piacenti cita l’esempio delle zone universitarie: «Gli studenti universitari cambiano continuamente e spesso non prestano la dovuta attenzione. Lì i risultati di qualità sono peggiori rispetto alle zone con popolazione stabile, dove i nostri processi di informazione hanno attecchito meglio». La missione di Piacenti per il 2030 è di trasformare ogni dipendente in un ambasciatore. «Dico sempre ai miei collaboratori: noi non dobbiamo essere solo un’azienda che fa la raccolta dei rifiuti, dobbiamo fare un mestiere più ampio. Dobbiamo essere i primi a essere sostenibili per insegnare agli altri a esserlo».

Autore

Libero Stracquadanio

Nato in Sicilia nel 2002, sono cresciuto nella mia città, Modica. Finite le scuole superiori, mi sono trasferito a Bologna, dove ho conseguito una laurea triennale in Scienze della Comunicazione e scoperto la passione per il giornalismo e la politica.