Tra le distese dell’altopiano di Colfiorito, dove il rosso della terra si mescola al verde dei campi di lenticchie e farro, l’azienda agricola La Valletta sta dimostrando che la produzione di energia può convivere con il rispetto dell’ambiente. Qui non si vedono le classiche distese di pannelli solari che coprono il suolo; al loro posto, tra i legumi, svettano strutture sottili e slanciate che ricordano i filari di una vigna. È l’agrivoltaico verticale, una sfida tecnologica che preserva il paesaggio e permette la produzione di energia.
Energia pulita e bollette abbattute – Il primo grande beneficio dei pannelli solari è tangibile e immediato. In un’epoca di rincari energetici che pesano drasticamente sui bilanci delle imprese, Alessandro Cappelletti, titolare de La Valletta, testimonia un cambio di rotta netto: «Abbiamo abbattuto i costi dell’energia, tanto che l’azienda ora è quasi autosufficiente». Infatti, l’impianto da 44 KW ha ridotto le bollette mensili da quasi duemila euro a circa trecento, sfruttando un orientamento bifacciale est-ovest. Come spiega l’Ingegner Gianni Falchetti di Sentnet: «Un impianto verticale produce più di un impianto tradizionale fisso a sud. Il grande vantaggio è che produce energia anche la mattina e la sera, quando i pannelli tradizionali non riescono ad intercettare i raggi solari». Così, questo sistema permette di generare elettricità nelle fasce orarie in cui la domanda e i costi sono più elevati.

L’acqua: una risorsa custodita dal sole – L’agrivoltaico è un’innovazione che non serve solo a far girare i contatori, ma aiuta direttamente la terra. I filari di pannelli verticali sono distanziati di circa nove metri, permettendo il passaggio agevole dei mezzi agricoli. Inoltre, fungono da scudo contro gli eventi estremi, come le forti grandinate, e da raccoglitori di acqua piovana: grazie a speciali gronde installate alla base dei pannelli solari, la pioggia viene convogliata in cisterne per essere riutilizzata. Falchetti sottolinea la duplice funzione dell’impianto: «La nostra tecnologia è brevettata proprio per cercare di essere coerente con l’attività agricola: non occupa spazio essendo verticale, raccoglie e ridistribuisce acqua piovana, diventando anche uno strumento agricolo».

Una convivenza possibile – «L’impianto non ha portato nessun danno alle colture – conclude Falchetti- , anzi, ne hanno beneficiato perché con la raccolta dell’acqua è stato possibile irrigarle anche in periodi di siccità». La struttura verticale, inoltre, rende l’investimento duraturo nel tempo, poiché il pannello risulta «esente da rotture» causate dagli eventi atmosferici più gravi. Così l’azienda agricola La Valletta è diventata il simbolo di una convivenza possibile: quella tra la produzione di cibo di qualità e di energia pulita. Qui, il fotovoltaico non è una distesa di specchi che soffoca il suolo, ma una serie di “filari” tecnologici che lasciano spazio all’attività agricola.
