Nel biennio 2026-2027 l’Umbria sarà sotto i riflettori dell’Unesco e verrà celebrata tra i grandi anniversari della storia. Oltre all’ottocentenario di San Francesco d’Assisi, a farsi spazio è la storia di Luisa Spagnoli: nata 150 anni fa, è stata un’imprenditrice visionaria e motore di una delle imprese italiane più iconiche del Novecento.
La prima intuizione – La Perugina nasce ufficialmente nel 1907, in un’Italia ancora giovane e piena di contrasti. A fondarla sono quattro soci: Francesco Buitoni, Annibale Spagnoli, Leone Ascoli e Francesco Andreani. Insieme a loro viene coinvolta proprio Luisa Spagnoli, moglie di Annibale, una donna fuori dagli schemi capace di unire creatività, intuizione imprenditoriale e attenzione sociale. E così, in un’epoca in cui il mondo del lavoro era quasi esclusivamente maschile, Luisa riesce a ritagliarsi un ruolo decisivo, contribuendo allo sviluppo dei prodotti e all’organizzazione aziendale. Proprio a lei è stata dedicata la “Tavoletto Luisa”, brevettata nel 1921 e presto uno dei prodotti di punta grazie al suo gusto inconfondibile. L’intuizione destinata a cambiare tutto, però, arriva l’anno dopo: un cioccolatino nato quasi per caso, creato per riutilizzare la granella di nocciole avanzata dalla produzione. Nascono i celebri Baci Perugina, accompagnati dai bigliettini con frasi d’amore, diventati nel tempo un’icona riconosciuta in tutto il mondo.
Un esempio di welfare – Quella della Perugina, però, non è solo una storia di successo industriale. È anche uno dei primissimi esempi di welfare. La famiglia Spagnoli, e in particolare Luisa, introduce misure innovative per i dipendenti: asili nido e scuole materne interne, spazi ricreativi, programmi di formazione professionale e persino iniziative per il sostegno alle famiglie delle lavoratrici. Un’attenzione concreta al benessere dei collaboratori che in quegli anni era rarissima e che testimonia come l’idea di impresa della Spagnoli fosse profondamente legata al rispetto delle persone.

– foto Perugina


– foto Perugina
Eredità, moda e cambiamenti – Dopo la scomparsa di Luisa nel 1935, l’eredità passa al figlio Mario Spagnoli, che continua a far crescere l’azienda e ne consolida il legame con il territorio umbro. Nel frattempo, prende forma anche l’altra grande intuizione di famiglia: il marchio di moda Luisa Spagnoli, nato inizialmente come laboratorio di abbigliamento femminile a Perugia basato sull’utilizzo innovativo dell’angora, fibra calda e lussuosa, e oggi simbolo di eleganza italiana. La moda, come il cioccolato, diventa una storia di qualità, creatività e riconoscibilità internazionale. Nel corso dei decenni, la Perugina attraversa crisi, cambi di proprietà e trasformazioni globali, fino a entrare nel gruppo Nestlé nel 1988. Eppure, nonostante le dimensioni multinazionali, il legame con Perugia e con la storia della famiglia Spagnoli, che ha trasformato un’impresa locale in un’icona internazionale del cioccolato, non si è mai spezzato.
