Orrore a Teheran, il regime ha aperto il fuoco sui manifestanti. Le ONG dichiarano più di 500 morti accertati, con corpi ammassati per strada e negli ospedali, e migliaia tra feriti e arrestati.
Scambio di minacce tra Trump e l’ayatollah Khamenei. Gli USA studiano un possibile attacco militare e gli iraniani rispondono: pronti a reagire colpendo basi israeliane e americane. Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha affermato che le proteste a livello nazionale “sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa” a Trump per intervenire.
Trump tuttavia afferma che il governo iraniano è disposto a trattative: i leader avrebbero detto “siamo pronti alla guerra, ma anche al dialogo senza imposizioni”.
