Una festa oggi dimenticata e ignorata dai più, degradata a “giornata celebrativa”. Ma il 4 novembre, la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, ha significato molto per l’Italia. Non solo perché ricorda la vittoria italiana nella prima guerra mondiale e l’annessione di Trento e Trieste, rappresentando una sorta di ultima guerra d’indipendenza, ma anche perché il suo significato è sempre stato più profondo e legato ai tempi.

Una nascita in pompa magna – Malgrado i luoghi comuni, come spiega Andrea Possieri, professore di Storia Contemporanea all’Università di Perugia, la festa non è stata inventata dai fascisti: «Nasce nel ‘19 in epoca liberale. Un anno prima della marcia su Roma, nel ’21, c’è un’enorme cerimonia in onore di tutti i caduti nella Grande Guerra: ad Aquileia una madre che ha perso il figlio in guerra sceglie il corpo di un ‘milite ignoto’. Questo viene messo su un treno celebrativo che si ferma in varie stazioni fino ad arrivare all’Altare della Patria, a Roma, dov’è inumato».
La perdita di popolarità – Il fascismo arriva dopo e si auto-incorona unico rappresentante della vittoria in guerra e del culto dei caduti. Anche per questo scomodo retaggio dopo la seconda guerra mondiale, pur continuando ad essere celebrata, perde la sua popolarità. Nel ’77 smette persino di essere un giorno festivo, per motivi economici, e diventa “mobile”. Non più il 4, ma la prima domenica di novembre. La festa inizia ad essere persino contestata da varie parti politiche e movimenti, dai socialisti (che fin dal ’19 avevano avuto scontri con fascisti e arditi, per l’occasione) ai radicali fino al movimento non-violento.
Il recupero – A ridargli dignità e soprattutto unità, come spiega il professor Possieri, è la presidenza della Repubblica di Carlo Azeglio Ciampi: «È Ciampi che dà linfa a un nuovo patriottismo costituzionale e democratico che raccoglie ampi consensi, in cui si rivede anche il mondo di sinistra. I riti del 4 novembre si inseriscono in questa nuova forma di unità nazionale».

La festa oggi – È stato grazie all’appello di Mattarella che, appena un anno fa, è stata resa ufficialmente anche Giornata delle Forze armate, per riprendere «la tradizione e a quel sentimento di omaggio alla memoria che trova grande riscontro nella coscienza delle nostre comunità». L’attuale presidente della Repubblica ha però assicurato alle ultime celebrazioni, che non si festeggia nessuna guerra: «Il 4 novembre rappresenta un monito: ricordare alle nuove generazioni di tutte le nazioni di non intraprendere la strada della violenza e della guerra».
