Il drone è il nuovo protagonista indiscusso del mondo dell’arte. Fino a poco tempo fa associato soltanto al mondo militare o agli appassionati di tecnologia, oggi è un mezzo che permette di creare immagini e movimenti nel cielo, dando vita a spettacoli che uniscono creatività e ingegno. Stanno diventando sempre più popolari gli spettacoli di drone art, realizzati sfruttando stormi di droni, dotati di luci colorate e programmati per volare ad alta quota in perfetta sincronia. In passato queste realizzazioni si vedevano soprattutto durante i grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi, e in particolare nei Paesi asiatici. Nel 2020, a Wuhan, in Cina, vennero utilizzati per comunicare l’inizio del primo lockdown, mentre l’anno successivo, a Shanghai, venne riprodotto un enorme QR code che permetteva di scaricare un videogioco per smartphone.
Dall’oriente fino all’Italia – Oggi la drone art è arrivata ormai anche in Occidente, dai festival musicali agli eventi aziendali, fino alle celebrazioni pubbliche. L’incoronazione di re Carlo III, ad esempio, è stata festeggiata proprio con uno spettacolo di droni, così come i Superbowl o i grandi festival musicali come Coachella e Glastonbury. Negli ultimi anni, questa nuova forma artistica è approdata anche in Italia. «Questa novità consiste nel creare coreografie con flotte di droni luminosi che sono in grado di creare nel cielo figure geometriche e personalizzabili», spiega Elisa Dominici di Drone Show Italy, una delle principali realtà italiane nel settore: «Ogni spettacolo può avere una tematica diversa, una narrazione unica per ogni città, per ogni occasione».
Ma come funziona? – «La prima attività che si fa è uno studio di fattibilità: andiamo a capire, con delle coordinate geografiche, se nella location è possibile volare o quali sono le limitazioni al volo. Da lì capiamo che tipologia di permessi dobbiamo chiedere», continua Dominici. «Si inizia poi a creare uno storyboard al computer, una serie di figure che raccontano un messaggio o una storia. Questo storyboard si traduce in una coreografia eseguibile: è quello che vediamo nel cielo durante i nostri spettacoli».
Software dedicati e pianificazione – Per realizzare queste performance si utilizzano appositi software che consentono di pilotare da remoto l’intera flotta e gestire le luci LED dei singoli dispositivi coinvolti, che possono variare da poche decine fino a diverse migliaia. Ogni drone è un punto luminoso che segue una traiettoria precisa, mantenendo in genere una distanza di circa tre metri dagli altri, per evitare collisioni. La navigazione si basa su dati GPS e sistemi di geolocalizzazione che impediscono agli apparecchi di oltrepassare l’area autorizzata. Prima dell’inizio dello spettacolo, i droni vengono disposti a terra secondo schemi prestabiliti e, in genere, l’intero volo è controllato da un solo operatore. Ogni esibizione richiede dunque un’attenta pianificazione: software per calcolare i movimenti, sistemi GPS per mantenere la posizione, controlli di sicurezza e una valutazione costante delle condizioni meteo, che possono compromettere la buona riuscita dello spettacolo. Alcuni modelli di droni, infatti, sono in grado di interrompere autonomamente la sequenza e atterrare in sicurezza in caso di maltempo.
I vantaggi della drone art – Rispetto ai tradizionali fuochi d’artificio poi, i vantaggi della drone art sono numerosi. «Nessun animale risente dei nostri spettacoli, non è in pericolo nessun essere vivente», sottolinea Dominici: «In più, i droni sono riutilizzabili, non inquinano e permettono di ridurre l’impatto ambientale». Molte istituzioni li preferiscono proprio per questi motivi: non producono rumori forti, non generano residui e azzerano il rischio di incendi.
I limiti – C’è però un limite importante: il costo. Allestire anche solo una coreografia di piccole dimensioni può costare intorno ai 20mila euro, mentre per gli spettacoli più complessi, con centinaia di droni, si può arrivare fino a 300mila euro. Non solo. Anche il quadro normativo resta complesso. Le regole sull’utilizzo dei droni variano da Paese a Paese, e ciò che è possibile in Asia o in Medio Oriente spesso è più difficile da realizzare in Europa o nel Regno Unito, dove le restrizioni sul volo dei droni sono più severe. Eppure, il fascino della drone art continua a crescere.
