Con 112 voti a favore è stata approvata definitivamente la norma che introduce, nella Costituzione, la separazione delle carriere dei magistrati. D’ora in poi, chi intraprende la carriera giudiziaria dovrà scegliere una volta per tutte se diventare giudice o pubblico ministero, senza la possibilità di alternarsi tra le due funzioni. Il confronto adesso si sposterà dalle aule del Parlamento alle piazze, perché diversi esponenti politici e l’Associazione Nazionale Magistrati hanno annunciato di voler promuovere un referendum conservativo. Il voto, che eventualmente si terrà tra marzo e aprile 2026, servirà per approvare o respingere definitivamente la riforma. Non è richiesto un quorum di partecipazione: il risultato sarà valido a prescindere dal numero di votanti.
Il Senato ha approvato la riforma della Giustizia. Cosa succede ora?
