Dopo il vertice saltato di Budapest si fa sempre più duro lo scontro tra il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin. L’amministrazione americana ha infatti annunciato di voler sanzionare i giganti energetici della Russia, primi tra tutti Lukoil e Rosneft. La reazione del Cremlino non si è fatta attendere: “Le misure Usa sono un atto ostile” ha tuonato Putin e il vicepresidente del Consiglio di sicurezza Medvedev ha rilanciato “Trump ha intrapreso la strada della guerra”.
L’effetto di queste nuove sanzioni non si limita alla Russia ma chiama in causa tutti gli attori internazionali, prima tra tutte la Cina, che insieme all’India è uno dei maggiori acquirenti di greggio russo. Il presidente cinese Xi Jinping ha in un primo momento reagito dicendosi contrario a questo tipo di decisioni prese unilateralmente, ma ha poi annunciato la sospensione degli acquisiti di petrolio russo, nonostante gli stretti legami strategici tra Pechino e Mosca.
