È stato il “gioIAlliere”: come le innovazioni tecnologiche rivoluzionano l’oreficeria

Software CAD, stampanti 3D, laser e intelligenza artificiale: le novità nell'artigianato dei gioielli
L’orafo Pierpaolo Montori: «Con degli ingegneri ho sviluppato dei macchinari per persone con difficoltà motorie agli arti inferiori»

Stanis: “Giulia, chi è stato?”. Corinna: “È stato… il gioIAlliere”. Ecco, forse l’errore di pronuncia dell’attrice protagonista della celebre serie tv Boris non era esattamente questo. E magari non ci sarà mai una trasformazione etimologica della genere. Ma negli ultimi tempi la professione del gioielliere è cambiata radicalmente, passando da un mestiere puramente artigianale a un lavoro molto tecnico.

Progettazione CAD e stampante 3D – Come in tutti i campi, anche nel settore dell’oreficeria la rivoluzione digitale ha introdotto delle novità che hanno velocizzato e semplificato i passaggi della produzione. «A partire – spiega Pierpaolo Montori, orafo di Terni che gestisce il laboratorio di famiglia – dalla progettazione: non si usano più carta e matita. Adesso ci sono dei programmi, chiamati software CAD (Computer-Aided Design), che ti permettono di disegnare e vedere i gioielli tridimensionalmente, curando al millimetro ogni dettaglio. E in questi software stanno implementando anche l’Intelligenza Artificiale per migliorarne le prestazioni». Una volta terminata la rappresentazione grafica, si passa alla stampa di un modello in cera o in resina. Questo serve come base per realizzare il calco in cui immergere poi il metallo fuso e ottenere così il gioiello finale. «La stampante 3D – continua Montori – ha indubbiamente velocizzato i tempi: se per un modello di cera fatto a mano ci vuole una settimana, con la stampante 3D lo si realizza in circa 15 ore. Inoltre, si possono creare più copie insieme, senza dover fare un pezzo per volta. Però, per i lavori che richiedono una finitura maggiore, io preferisco ancora il tocco del modellista».

Saldatura e taglio laser – Le innovazioni non si esauriscono alla sola fase progettuale. Anche i metodi di taglio e di saldatura sono stati ammodernati grazie al laser, che offre una precisione e un controllo superiori rispetto alla sega meccanica nel taglio e al fuoco nella saldatura. «All’inizio – racconta il gioielliere ternano con oltre 40 anni d’esperienza – vedevo mio padre e i suoi dipendenti lavorare solo a mano. Ma piano piano, anche con il mio ingresso nell’attività, ci siamo evoluti e dalla microfusione siamo passati ad utilizzare saldatrici laser, che ci aiutano moltissimo. Infatti, ci sono oggetti che purtroppo non si possono saldare a fiamma perché magari sono troppo piccoli oppure perché hanno delle pietre particolari che non possono essere scaldate».

L’innovazione etica – Nel Laboratorio Orafo Montori le novità non finiscono qui. Pierpaolo, insieme ad alcuni ingegneri, per la sua scuola di formazione, ha progettato dei macchinari per le persone che non possono utilizzare gli arti inferiori. «Di solito – spiega l’orafo di Terni – le attrezzature funzionano tutte a pedali. Allora io ho pensato: perché non sviluppare delle macchine con comandi manuali per chi ha delle difficoltà motorie? E così abbiamo fatto: ad esempio, la nostra saldatrice laser è dotata di un apparecchio d’accensione che viene azionato con il mignolo, permettendo di tenere gli indici e i pollici liberi per maneggiare l’oggetto. Noi siamo stati tra i primi a realizzare dei dispositivi del genere, ma ormai sono diverse le aziende che si stanno sensibilizzando sul tema dell’inclusione delle persone con disabilità».

Insomma, un lavoro antico che però non smette di aggiornarsi e ammodernarsi. E anche se non diremo mai “è stato il gioIAlliere”, alla fine potremo sempre rispondere come fa Corinna in Boris, ossia: “è stato… l’orafo”.

Autore

Mario Lucente

Romano classe 2002. Laureato in Scienze della Comunicazione a Roma Tre con una tesi sulla Coppa Davis del '76. Due passioni: sport e giornalismo.