Will Media: il futuro dell’informazione passa per i social

Tra informazione, approfondimento e attivismo: la storia di un progetto unico, nato su Instagram e sbarcato su altre piattaforme
Al Festival del Giornalismo di Perugia Alessandro Tommasi, co-fondatore e CEO: “Abbiamo più di un milione di followers: la sfida è non perdere la fiducia del pubblico”

Come si sta sviluppando il giornalismo sui social network? È possibile creare da zero una nuova testata che viaggi solo nei server di Instagram? La risposta è sì, la prova sta nel successo di Will Media. Un’idea rivoluzionaria, come l’ha definita Jesper Doub, direttore delle news partnership internazionali di Meta: «Analizzando la proposta editoriale di Will Media, avrei detto si trattava di scelte sbagliate. Avrei bocciato il progetto. Però oggi, quasi un milione e mezzo di follower dopo, Will è una delle startup più importanti del settore».

Il fenomeno Will Media – Nata a gennaio 2020, poco prima dello scoppio della pandemia da Covid in Italia, Will Media è diventata in pochissimo tempo una delle pagine di informazione più seguite nel Paese, con più di un milione di seguaci all’attivo. «Will nasce direttamente su Instagram – spiega il co-fondatore e attuale Ceo Alessandro Tommasi – senza avere un sito web alle spalle. È iniziata da lì e poi è arrivata anche sugli altri social. In questo momento, stiamo provando ad allargarci creando contenuti in altre lingue, oltre a quella italiana». Will media si colloca a metà tra informazione e attivismo, ma nel suo team ci sono pochissimi giornalisti. «Siamo un gruppo di 35 persone, ma solo 4 sono giornalisti professionisti». 

No-breaking news –  Will ha scelto la politica di non correre dietro alle notizie. «Noi non inseguiamo le breaking news, non è quello il nostro compito. Evitiamo i temi trattati dagli altri media italiani. Ad esempio, ci siamo sempre tenuti lontani dalla politica. Scegliamo determinati temi, come i grandi cambiamenti demografici, quelli legati alla società, la crisi climatica, la sostenibilità, i mutamenti del valore economico. Attraverso questi, cerchiamo di dare ai nostri lettori gli strumenti per approfondire i vari argomenti trattati», spiega Tommasi nella chiacchierata con Doub.

Media – Will è stata una delle prime media company a credere nello strumento dei podcast. “The essential”, “Tiranny”, “Globally” e “Actually” sono solo alcuni dei titoli che collezionano quotidianamente migliaia di ascolti su Spotify e altre piattaforme: dal più tradizionale Facebook a TikTok. Will non vede i media tradizionali, come tv, radio e giornali, come veri e propri avversari. «Non riesco a vederli come competitors semplicemente perché sono aziende molto più grandi di noi. Il nostro obiettivo è cercare di raggiungere persone che normalmente non si informerebbero, o che comunque non lo fanno attraverso i media tradizionali», spiega Tommasi a Doub. «Il nostro rivale? Il primo ostacolo per la nostra crescita siamo noi stessi. Se perdiamo la fiducia del nostro pubblico, allora perdiamo la competizione. Non siamo spaventati da altre piattaforme, ma da noi stessi e dal nostro rapporto con i lettori».

Autore

Marco Di Vincenzo

Nato a Tivoli il 25/09/1992. Laureato in Giurisprudenza all'Università "Sapienza" di Roma. Giornalista praticante del XV biennio della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.