Oltre il lockdown, il “Risveglio” dei giovani

Undici ragazzi da tutta Italia dialogano via Zoom: paure, emozioni e speranze nel docu-spettacolo della compagnia Gingko Teatro
Luisa Borini: «Esperienza commovente, si sono sentiti meno soli». I partecipanti: «Occasione unica per una generazione messa all’oscuro, che ha molto da dire e da urlare»

«Nella pandemia – racconta Luisa Borini – noi di Gingko Teatro ci siamo voluti togliere dallo schermo e abbiamo deciso di girare il microfono verso la categoria che consideriamo più fragile, gli adolescenti». Luisa, attrice classe ’89, nata e cresciuta a Terni, ci svela l’ideazione di “Risveglio”. La compagnia nel novembre 2020 partecipa al bando “Marche Palcoscenico Aperto”, con cui la Regione finanzia rappresentazioni video. L’idea di Luca Tanganelli risulta vincente: a dicembre il progetto viene selezionato. Gingko Teatro apre subito la call nazionale per trovare ragazzi e ragazze tra i 14 e 17 anni disponibili a partecipare a cinque incontri Zoom su quattro diverse tematiche: scuola, identità di genere, passione, adulti e futuro. Undici adolescenti diventano così protagonisti di uno spettacolo inusuale, un docu-spettacolo in cui raccontano se stessi durante la pandemia. Le registrazioni degli incontri vengono tagliate e montate, dando vita ad un concentrato di emozioni di circa trenta minuti, pubblicato lo scorso 21 marzo.

Emozioni oltre lo schermo – «Ci eravamo preparati molto – rivela Borini – avevamo fatto una scaletta di domande, lavori da fare, giochi. Poi ci siamo resi conto che non servivano a nulla, perché era tanto ampia la quantità di roba tirata fuori dai ragazzi che le ore degli incontri volavano». La risposta allo stimolo è sorprendente. Il dialogo fluisce libero e senza imbarazzi. Luisa non nasconde che spesso gli attori di Gingko sono costretti ad oscurare la telecamera per via della commozione provocata dagli interventi dei ragazzi. Un’intensità emotiva che riesce a bucare schermi e telecamere. «Sono stati estremamente generosi – racconta – si sono fidati subito, senza chiederci nulla e senza aspettarsi tanto».

La voce dei ragazzi – Per tre giovanissimi di Terni queste “tavole rotonde” su Zoom sono state un’esperienza indimenticabile. Agnese Laudizi, Ilaria Arcangeli e Nicola Vantaggi hanno sedici anni e si sono conosciuti in un laboratorio teatrale cittadino. Sono venuti a conoscenza della call tramite passaparola e hanno subito deciso di candidarsi, senza sapere cosa li attendesse. «In un periodo dove si fa tutto al computer – riflette Nicola – quelle due orette servivano a lasciare un po’ i freni». Nonostante le giornate passate in DAD, gli incontri sono stati «una valvola di svago e di sfogo», racconta Ilaria. «Sentivamo molto – aggiunge – il bisogno di condividere una situazione comune. Alla nostra età qualsiasi esperienza di rapporto sociale ti insegna qualcosa». L’entusiasmo dei ragazzi è tangibile. «Mi sono stupita – racconta Agnese – di quanto ci siamo lasciati andare. È stata una liberazione. Abbiamo parlato di questioni che non ci aveva mai chiesto nessuno e abbiamo trovato sintonia con coetanei di regioni lontane».

Un futuro in presenza – Gli adolescenti di Terni condividono la gioia di aver fatto incontri inaspettati. «Si sono sentiti meno soli – commenta Luisa Borini – e hanno trovato la bellezza di riconoscersi negli altri». Dagli incontri è nato un gruppo WhatsApp, che gli undici giovani continuano a mantenere vivo da tutta Italia. Agnese, Ilaria e Nicola hanno fatto nuove amicizie, che loro stessi definiscono «magiche». Un progetto che ha incuriosito e sorpreso soprattutto gli organizzatori. «Sospettavamo – confessa Borini – che potesse diventare qualcosa di forte». Il successo di “Risveglio” ha spinto Gingko Teatro a progettare una nuova call ma, soprattutto, a portare i ragazzi in scena. In attesa di una rappresentazione dal vivo, per i giovani ternani il risveglio primaverile è già cominciato. «Dopo quest’esperienza – spiega Ilaria – sentiamo così tanto l’esigenza di parlare che abbiamo pensato di fare un podcast». Si chiamerà “Capitolo 9”, nome che vuole essere un tributo al nono articolo della Costituzione, quello dedicato alla ricerca scientifica e alla tutela del patrimonio. Sarà uno spazio dove continuare a dar voce ad una generazione oscurata.

Autore

Luca Ferrero

Nato a Pescara il 20/05/1991. Laureato in Lettere Moderne e Scienze Storiche all'Università di Bologna. Exchange Student presso il Department of History del King's College di Londra. Giornalista praticante del XV biennio della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.