Ricostruzione a Norcia, il privato accelera ma il pubblico resta indietro

Il cambio di passo con il nuovo commissario Legnini. Nodessi (Ufficio Ricostruzione): entro fine anno i bandi per le opere-simbolo della città
A quasi 5 anni dal sisma deve ancora essere ricostruito l’ospedale. Le chiese affidate alla curia, ancora in sospeso il restauro della basilica di San Benedetto

Se da una parte il 2020 è stato tragico a causa del virus, dall’altra per Norcia ha significato un nuovo inizio. A febbraio dello scorso anno Giovanni Legnini è stato nominato nuovo Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione dopo il sisma del 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. La nomina ha segnato un chiaro cambio di passo nella ricostruzione. Le ordinanze hanno privatizzato i cantieri della curia e snellito la burocrazia. «Questi provvedimenti – spiega Maurizio Rotondi, funzionario responsabile dell’area tecnica lavori privati per il comune di Norcia – hanno accelerato di molto i tempi dell’attività tecnica. Prima ogni lavoro passava sotto la lente d’ingrandimento degli uffici pubblici. Adesso la procedura è attivata tramite autocertificazioni, con verifiche a campione».

Rientro a casa – La direttiva sulle strutture con danni lievi ha permesso al Comune di prendere in carico direttamente parte delle richieste di intervento. Si parla di circa 150 su un migliaio di pratiche avviate nei soli mesi di gennaio e febbraio del 2021. Un cambio di ritmo evidente, che fa guardare con ottimismo al futuro e ridà speranza a tutti gli abitanti di Norcia ancora costretti a vivere nelle S.A.E. (soluzioni abitative emergenziali) di tornare già entro fine anno a casa.

Ancora ferme le ricostruzioni pubbliche – Se dal punto di vista delle soluzioni per i privati, i lavori sono ben avviati, non si può dire lo stesso del settore pubblico. Ad oggi Norcia e Cascia sono ancora sprovviste dei propri ospedali. In una lettera firmata da una rappresentanza dei cittadini inviata al sindaco di Norcia, Alemanno e alle più alte cariche dello Stato, compreso il presidente Mattarella, si denuncia la scarsa tutela sanitaria del territorio, ulteriormente peggiorata a causa della pandemia, ma anche: viaggi chilometrici per potere ricevere assistenza ospedaliera. Stefano Nodessi Proietti, coordinatore dell’USR Umbria, afferma che «per le opere pubbliche purtroppo la burocrazia è un pesante freno. Il problema in Italia è il costante rischio di infiltrazioni mafiose». Nonostante l’ottimismo che trapela dalle istituzioni, non ci sono ancora tempistiche certe per l’avvio delle grandi opere di ricostruzione. L’inizio dei lavori rischia di slittare fino al 2022. Oltre agli ospedali restano in sospeso anche i due poli scolastici e la caserma dei carabinieri. Nodessi rassicura: « Le opere pubbliche di USR sono tutte ben avviate. I piani di ricostruzione per i simboli della città sono sulla giusta strada. Vedrete che entro la fine dell’anno partiranno i bandi per i lavori. Io sono fiducioso».

Situazione chiese – Le ordinanze che hanno affidato alla curia, come ente privato, la ricostruzione delle chiese ha dato i suoi frutti. L’arcidiocesi di Norcia-Spoleto ha annunciato il 22 marzo l’avvio dei lavori in 24 chiese, tra cui San Salvatore in Campi di Norcia, San Giovanni in Norcia e altre quattro nella sola zona del norcino. Resta però ancora in stand-by il simbolo della città colpita dal sisma: la Basilica di San Benedetto. Attualmente è stata completata la messa in sicurezza dell’edificio crollato e si sta procedendo allo smantellamento del cantiere. C’è attesa per l’inizio dei lavori di ricostruzione. La speranza è di veder posata la prima pietra già in questo 2021.

Autore

Filippo Monetti

Nato a Bologna il 11/09/1996. Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Giornalista praticante del XV biennio della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.