L’Umbria ritorna alla terra: germogliano le aziende under 35

Confagricoltura "I finanziamenti per primo insediamento non bastano. Serve un aiuto per 5 anni con gli stessi vantaggi offerti alle start-up".
Nel 2020 in Italia i giovani imprenditori agricoli sono cresciuti del 14% rispetto agli ultimi cinque anni. Michele Bellucci è uno di loro: "Alcuni contadini ci consigliano su come coltivare la terra, in cambio do una mano a sistemare il loro sito web. E' una soddisfazione portare un po’ di innovazione digitale nelle campagne umbre".

Passione per la natura, innovazione e duro lavoro. Sono questi i tratti distintivi dei giovani agricoltori. Nel 2020 le imprese under 35 del settore sono aumentate del 14% in tutta Italia, rispetto a cinque anni fa. Nell’anno della pandemia sempre più ragazzi hanno riscoperto la natura e con essa il lavoro nei campi, facendone una scelta di vita.

La scoperta di una vita bucolica – Michele Bellucci è il titolare di “Abc Rurale”, fattoria didattica a Pesciano, nel comune di Todi. La sua è una storia di rinascita, iniziata con la decisione di lasciarsi alle spalle le abitudini della metropoli romana, dove ha vissuto fino a qualche anno fa. Sono partiti da zero Michele e Nancy, sua compagna nel lavoro e nella vita. Hanno seguito corsi formativi, ma soprattutto hanno imparato dall’esperienza degli anziani, apprendendo da loro piccoli segreti per fare grandi cose.

Cosa fare ad “Abc rurale” – Il loro motto è “in campagna si impara tutto”. In questi primi 3 anni di attività, infatti, ne hanno imparate di cose da fare, dal frutteto didattico con specie antiche autoctone umbre a rischio di estinzione, fino all’allevamento di polli livornesi bianchi, una razza che sta scomparendo. Non solo: Michele e Nancy hanno installato 5 arnie per le api e la produzione del miele, impiantato un oliveto e un orto didattico, con l’intento di avviare alla coltivazione sempre più persone che non l’avevano mai fatto.

Prima regola della campagna: nessuna fretta – Un’esperienza che sta insegnando a questi giovani imprenditori la regola più importante della natura: c’è bisogno di tempo! Alla natura non si può mettere fretta, bisogna rispettarla, senza cercare scorciatoie. «Piante e animali non corrono come noi, ma se riesci a entrare in sintonia con i loro ritmi, scopri un mondo diverso, in cui non ti importa più di arrivare in ritardo», racconta Michele, che ogni giorno mette in pratica questa filosofia, riuscendo a conciliare il lavoro nei campi con la docenza in internet per gli agricoltori italiani, di marketing e comunicazione con la Coldiretti.

L’esperienza di “Apincampo” – Una vita “senza fretta” è anche quella di Virginia Ruspolini, agronoma professionista, 30 anni e due grandi amori per l’apicoltura e l’agricoltura, tramandati dal nonno. Nel 2017 ha fondato “Apincampo” un’azienda agricola a Marsciano, in provincia di Perugia. Oggi dispone di 11 ettari, la metà dei quali dedicata alle api con la semina di lupinella, erba medica e foraggere. Il laboratorio principale dell’azienda è stato realizzato in bio-edilizia con le presse in paia ricavata dai vari tipi di grano antico. In azienda sono solo lei e il padre con saltuari aiuti familiari.

Le perplessità di Confagricoltura – Se però sempre più giovani, come Michele, Nancy o Virginia si avvicinano al mondo bucolico grazie anche ai sostegni economici concessi dalla Regione Umbria agli under 35, dopo un primo insediamento aziendale, si registrano molti abbandoni. La Regione, infatti, concede un finanziamento di circa 50mila euro ai giovani che avviano per la prima volta una micro o piccola impresa agricola, con l’impegno di realizzare un piano aziendale, entro 2 anni dalla data della concessione del sostegno. Tuttavia dopo l’erogazione della prima somma a fondo perduto le agevolazioni finiscono. Bisognerebbe «equiparare i vantaggi di una start-up ad un’azienda agricola -afferma Caterina Luppa, presidente dei  Giovani di Confagricoltura (ANGA) Umbria- eliminando il vincolo del reddito extra-agricolo fissato a 2mila euro, almeno fino al completo avviamento dell’azienda».

La campagna è un posto emozionante – Alla domanda se questo ritorno alla terra derivi dalla carenza di offerte alternative, o da una scelta genuina, fondata sulla passione per questo tipo di lavoro, così risponde Michele di “Abc rurale” :«L’aspetto più gratificante è in tutto quello che ci ha emozionato, stando in mezzo alla natura, non dando nessuna sensazione per scontata e capendo quanto questa bellezza sia contagiosa».

Autore

Mariafrancesca Stabile

Nata a Copertino (Lecce) il 3 settembre 1992. Diplomata al liceo classico "Giuseppe Palmieri" di Lecce, è laureata in giurisprudenza presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Giornalista praticante del XV biennio della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.