Coronavirus, uffici chiusi: con il Comune si parla via social

In questo momento di crisi le istituzioni si affidano a Facebook e Twitter per comunicare con i cittadini: a Perugia ogni domanda trova una risposta grazie a un clic
L’amministrazione cittadina, a portata di smartphone, diventa un punto di riferimento: buone pratiche, solidarietà, chiarimenti e lotta alle fake news

Ogni mattina si timbra il cartellino, ma in verità non si smette mai di lavorare perché bisogna rimanere sempre connessi e pronti ad agire se necessario. Gli strumenti sono Facebook, Twitter e Instagram. Il telefono squilla e ogni volta, prima di scrivere un post o rispondere a una richiesta, bisogna scegliere le parole giuste e non tralasciare alcun dettaglio. Simona Cortona, giornalista e mamma, cura i canali social ufficiali del comune di Perugia da più di 10 anni. Un lavoro affatto semplice, soprattutto in momenti di crisi come è stato il terremoto del 2016 e, ora, l’emergenza Coronavirus.

I social network in quarantena – Nel mese di marzo, l’uso dei social network da parte degli italiani è aumentato del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (Fonte: Comscore). Le persone usano i social per informarsi e spesso, in un far west di notizie, a volte contraddittorie o addirittura false, scelgono le pagine istituzionali del proprio Comune o della propria Regione per avere informazioni certe.

L’emergenza – «Ho pubblicato il primo post a tema Coronavirus il 17 febbraio – ricorda Simona – era una conferenza sull’informazione e la disinformazione al tempo del Covid 19, quando ancora nessuno immaginava che si sarebbe arrivati a questa situazione. Da quel giorno ho scritto 176 post, ho ricevuto 852 messaggi, ho fatto infografiche, filmati, smentito notizie false e, nel mio piccolo, aiutato tante persone».

Simona Cortona, social media manager

Come comunicare – Simona è nel suo ufficio a Palazzo dei Priori e la raggiungiamo con una videochiamata: per lei niente smart working, con il suo lavoro è indispensabile stare lì dove si prendono le decisioni per trovare il modo giusto per comunicare con il pubblico. «All’inizio rispondevo alle richieste di informazioni – ci dice – mi scrivevano soprattutto i più giovani che volevano chiarimenti sulla chiusura delle scuole e le attività consentite. Poi è stato necessario interpretare e comunicare il contenuto dei decreti del Presidente del consiglio, rendere ogni decisione alla portata di tutti, semplificare i termini burocratici per spiegare quando si poteva uscire di casa e quando invece l’uscita era vietata. Tutti dovevano essere informati e nessuno doveva rimanere indietro».

Le iniziative – Scorrendo la pagina Facebook del Comune si vedono foto, ringraziamenti a imprese solidali, video con progetti educativi e anche una raccolta fondi a favore dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia: 167 donatori per un totale di 12mila euro. Tutto grazie alla visibilità data dai social.

I messaggi del sindaco – C’è anche un video del sindaco Andrea Romizi: una clip in cui il primo cittadino parla con toni pacati, differenziandosi molto dai video, diventati virali in rete, di altri sindaci italiani meno istituzionali. «La nostra è, ed è sempre stata, una comunicazione ufficiale, sobria e alla portata di tutti – spiega Simona, che ha realizzato il video – Il sindaco ha comunicato con i cittadini in un momento di difficoltà e con i suoi modi ha lanciato un messaggio di fiducia e unità. Le persone hanno apprezzato». 

Una grande responsabilità – Oggi, essere la voce di un ente pubblico nel mondo dei social network è una grande responsabilità. Agli occhi del pubblico la persona che è dietro un post su Facebook rappresenta l’istituzione ed è quindi tenuta a dare le risposte di cui le persone hanno bisogno, senza intaccare il ruolo e la fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni stesse.

Autore

Sofia Gadici

Nata a Fiuggi il 14 dicembre 1992. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali all'Università di Roma Tre e in Comunicazione pubblica digitale e d'impresa all'Università degli Studi di Perugia. Giornalista praticante presso la Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia.