Missione nocciola: dall’Umbria alle tavole di tutto il mondo

Un bando da 2 milioni e 600mila euro a cui aderiscono le filiere di Ferrero, Nestlé e Loacker
Le 200 aziende agricole coinvolte puntano a raddoppiare gli ettari di noccioleti locali

Piccola, rotonda e sempre più ambita. La nocciola è l’ingrediente di base di alcuni tra i più golosi prodotti dolciari al mondo, ma con la fama di Nutella, Bacio Perugina e wafer Loacker è cresciuta anche la domanda di quel piccolo frutto che li ha resi tanto popolari. Per far fronte alla crescente richiesta del mercato e promuovere la nocciola italiana, stanno quindi avviando progetti locali innovativi. E l’Umbria è tra le protagoniste.

Il bando. Il 16 gennaio 2019 la Regione ha presentato un bando dal valore di 2 milioni e 600mila euro per lo sviluppo regionale della nocciola. L’obiettivo era la creazione di filiere di agricoltori e produttori in grado di competere sul mercato internazionale. «I fondi europei dimostrano l’interesse istituzionale per il settore. Ma non bastano» afferma Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria. Tre i progetti presentati in Regione: quelli di Ferrero, Nestlè e Loacker.

Ferrero.  Apripista ai progetti sulla coltivazione di nocciole in Umbria, l’accordo tra Ferrero Helzenut Company, Confagricoltura e Pro Agri è stato firmato a giugno 2018 e durerà fino al 2037. L’obiettivo è di raggiungere entro il 2023 una superficie di 700 ettari di noccioleti. «Già nel 2019 abbiamo raggiunto quota 120 – afferma Domenico Brugnoni, Presidente di Pro Agri –, quest’anno puntiamo ad aggiungerne altri 300». Negli ultimi 5 anni gli ettari di noccioleti in Umbria sono passati da 50 a 1400. Un scommessa innovativa di Ferrero, che si impegna ad acquistare il 75% della produzione umbra ad un costo che sarà calcolato per la maggior parte da Ismea, un organismo indipendente, mentre solo per il 25% sarà legato al mercato.

Nestlé.  Il cioccolatino più famoso al mondo incontra la nocciola made in Umbria. L’accordo con Nestlé, firmato a febbraio 2019 da Università, Confindustria, Fondazione per l’istruzione agraria, Besana e le associazioni degli agricoltori, prevede la sperimentazione nel Bacio Perugina della tonda francescana, creata dai ricercatori della facoltà di agraria. Tra qualche anno, grazie all’accordo e ai fondi del Piano di sviluppo rurale, la nocciola dell’Unipg potrebbe diventare Igp tonda francescana umbra. «In 4 anni dovremmo produrre 30 tonnellate di frutto sgusciato –spiega Mauro Brunetti di Fondazione per l’istruzione agraria–. Sono queste le quantità richieste dal ciclo industriale di Nestlé».

Loacker. Anche l’impresa alto atesina, con Progetto “Nocciole nella Fascia Appenninica”, ha scelto l’Umbria per la produzione della nocciola, indispensabile nella creazione dei suoi famosi wafer. Ma con alcune differenze rispetto agli altri progetti. Intanto l’accordo prescinde dal finanziamento pubblico, anche se i partner hanno fatto domanda per il bando del Psr. «Rispetto alle altre filiere la selezione delle aziende agricole è stata molto severa –afferma Roberto Montagnoli, Coldiretti Umbria–. Nella nostra visione l’agricoltore deve essere sempre al centro». L’impegno di Loacker è dall’impianto al ritiro, con la garanzia di un prezzo pre determinato rispetto alle borse di Salerno e Viterbo, con un minimo garantito. Infine banca Intesa Sanpaolo accompagnerà il produttore nei primi 6/7 anni dall’avvio delle nuove coltivazioni.

La stima. Sono oltre 1200 gli ettari che potrebbero essere sfruttati per la coricultura dalle tre filiere. E a fare domanda per i finanziamenti regionali sono state circa 170 aziende. Alcune di esse, nel corso dell’anno, si sono però tirate indietro, altre ne sono subentrate. Per le decisioni definitive sullo stanziamento dei fondi ci sarà da attendere, ma il futuro della produzione di nocciola in Umbria è promettente.

Autore

Marianna Grazi

Nata a Sinalunga, in provincia di Siena, il 26/02/1993. Dopo la maturità scientifica ho conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Siena e una laura specialistica in Editoria e Scrittura presso La Sapienza di Roma. Giornalista praticante del XIV Biennio della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.