Perugia al voto, l’eterno duello tra il rosso e il nero

Estrema sinistra e Casapound alla prova delle comunali. Per Ribecco (Casapound) occorre contrastare l'illegalità e l'immigrazione selvaggia. Per Bellillo (Perugia in Comune) recuperare una sinistra dalla parte di chi ha bisogno. Entrambi fanno del sociale la loro bandiera
Le due formazioni possono essere l'ago della bilancia durante l'eventuale ballottaggio

È stata Ministro per le gli Affari regionali e per le Pari opportunità. Dopo 10 anni di lontananza dall’attività politica, Katia Bellillo ha ora deciso di candidarsi alle elezioni amministrative di Perugia. Diventata celebre per lo scontro con Alessandra Mussolini a Porta a Porta, da sempre una “compagna”, è stata eletta nel Pci all’interno del consiglio regionale umbro nel 1976. Ambiente, degrado e povertà sono le sue parole d’ordine in questa campagna elettorale. La sua lista, Perugia in Comune,  è sostenuta da molteplici sigle: Rifondazione comunista, Sinistra italiana, Possibile, La sinistra per Perugia, Pci, Altra Europa e Sinistra anticapitalista. Per Bellillo, «l’obiettivo non è fondare un nuovo momento di sinistra, ma una nuova idea di sinistra, davvero dalla parte degli ultimi». Ecologia e lavoro saranno i cardini della sua azione governativa in città, se eletta. Perugia dovrebbe «ritrovare quel senso di comunità che l’ha sempre contraddistinta, partendo dai problemi di chi non ha voce».

L’operaio che guida Casapound – Il candidato sindaco Antonio Ribecco non ha dubbi: dopo Terni, Todi e Trevi il movimento entrerà per la prima volta in consiglio comunale anche a Perugia. Degrado e insicurezza sono le parole che utilizza di più. In città, da gennaio del 2019 si sono tesserate circa 90 persone e si prevede di arrivare in tutta l’Umbria a quota 500 entro fine anno. Definisce Casapound lontano dalle logiche di partito: «Noi non siamo di destra. Siamo l’estremo centro alto». Sono contrari all’appartenenza dell’Italia in Ue, casa di un selvaggio liberismo che avrebbe danneggiato il nostro Paese. Famiglia, patria, tradizioni sono i temi più cari a questa forza politica. Nella sezione di via Vecchi un pantheon di figure di riferimento per Casapound. Al vertice Mussolini, poi, a scendere, D’Annunzio, Gentile, Nietzsche. Manca il fondatore dell’Msi, Almirante, «perché negli ultimi anni, come quel traditore di Fini, ha abiurato alle radici storiche e culturali per cui è nato il movimento», dice Ribecco.  Per Casapound, l’immigrazione selvaggia è uno dei principali problemi del paese e su questo Salvini «ha solo arginato il problema».

Ribecco è un operaio e, come Bellillo, ha rivendicato l’esigenza di dar voce alle periferie. Queste due forze politiche opposte hanno alcuni elementi in comune: entrambi si definiscono fuori dalla logica dei partiti tradizionali e dalla parte dei poveri.

Autore

Marcello Mamini

Nato a Torino il 10/10/1995. Laureato in culture e letterature del mondo moderno presso l'Università Unito di Torino. Giornalista praticante del XIV Biennio della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.