Non solo i grandi: l’incognita liste civiche di Perugia al voto

Durante le elezioni comunali del 2014, Urbano Barelli e Diego Wagué furono decisivi al ballottaggio per la vittoria di Andrea Romizi. Ora si affacciano nel panorama altri due soggetti indipendenti
In attesa che si definiscano tutte le candidature alle elezioni comunali del prossimo maggio, lo scacchiere politico si arricchisce con la presenza di Carmine Camicia e Marco Mandarini. Entrambi saranno espressione di un’anima civica non legata ai partiti tradizionali.

Marco Mandarini fra ambiente, scienza e filosofia – “La distinzione fra metafisica e quotidianità è un’invenzione”: la città del Grifo ha un candidato filosofo. Profilo poliedrico, imprenditore, scienziato e appassionato di spiritualità, Marco Mandarini è una figura di rottura con tutti gli altri partiti. Nipote di Francesco Mandarini, ex presidente della Regione Umbria dal 1987 al 1992, fa suo l’immaginario ambientalista e vicino alle fasce più disagiate, ma non si riconosce in una sinistra che “in sessant’anni ha regalato all’Umbria diciassette primati negativi e non ha né le carte in regola né la credibilità per criticare l’attuale Giunta”. Mandarini è sostenuto da tre liste: Alternativa Riformista, Perugia Partecipata e a livello nazionale dai Verdi. Il prossimo 13 aprile presenterà il proprio programma in dieci schede che tratteranno in particolar modo il rilancio radicale del centro storico e il tema della nettezza urbana. I candidati verranno dalla società civile. Mandarini ha già annunciato un tour in tutte le 57 frazioni che compongono il comune di Perugia, per ascoltare i problemi e trovare soluzioni condivise. Riguardo all’ambiente, Mandarini si dice deluso delle politiche del vicesindaco Urbano Barelli, che “dati in mano non è riuscito ad attuare il suo programma”, e critica l’approccio di Romizi all’urbanistica. Ma la differenza tra sé e gli altri candidati, a suo dire, è più profonda: “Mentre Pd e centrodestra si affannano a racimolare voti, noi diamo voce a una coscienza etica che sta esplodendo in tutta Italia, con al centro l’uomo e l’ambiente”. Un passaggio da una società ego-centrica ad eco-centrica. Sul ballottaggio, non si scompone.

“Perugia con il cuore”- Carmine Camicia, consigliere comunale uscente, è un habitué di Palazzo dei Priori. La lista Civica di cui è esponente si chiama “Perugia con il Cuore”. Il nome si rifà al Progetto Cuore a cui Camicia stesso ha attivamente partecipato per installare in tutto il territorio colonnini salvavita e formare cittadini pronti a intervenire in caso di arresto cardiaco, i cosiddetti “angeli del cuore”. “Mi candido per dare un contributo effettivo a una città a cui devo tantissimo”, ha detto Camicia. “Il cambiamento non c’è stato: abbiamo avuto paura di sbagliare e per questo ci siamo trattenuti, cambiando poco o niente rispetto al centrosinistra”. In grande anticipo rispetto agli avversari, la lista ha già presentato i suoi candidati il 20 marzo. Fra i nomi ci sono imprenditori, operatori sanitari e professionisti di ogni settore. Anche stavolta le liste civiche saranno l’ago della bilancia come nel 2014? In attesa della prova dei fatti, sembra che il quinquennio appena trascorso abbia definitivamente polarizzato lo scontro fra Romizi, principale indiziato per la riconferma, e la coalizione di centrosinistra che con Giubilei ha acquisito un volto nuovo. Sullo sfondo, con un importante bacino di voti, aleggiano i Cinque Stelle di Cristina Rosetti.

 Lei corre da sola- La consigliera comunale Cristina Rosetti, eletta in quota M5s cinque anni fa e recentemente lasciata in panchina dai vertici pentastellati nazionali (che hanno preferito il nome di Francesca Tizi), ha deciso di presentarsi con una lista civica#NoiCittadini”. Da sempre tre i temi che sono a cuore della Rosetti: la riforma di tutte le società partecipate, un nuovo modello di raccolta differenziata e la riforma della mobilità alternativa per avere sempre meno auto in movimento e più mezzi pubblici collegati tra loro.
Dura la critica verso il sindaco di centrodestra Andrea Romizi: “Il suo modello di città non è il nostro, siamo diametralmente opposti”.



Autore

Giovanni Maria Gambini

Nato a Assisi il 23 aprile 1992. Diplomato al Liceo Classico A. Mariotti di Perugia. Laureato in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Perugia, con due periodi Erasmus a Madrid e Lisbona. Giornalista praticante del XIV biennio della SGRTV.