Solomeo, il sogno realizzato del re del cashmere italiano

Arte, filosofia e spiritualità: il borgo rinato grazie all'intervento di Brunello Cucinelli
Si deve a lui il restauro e la conservazione della fontana di via Maestà delle Volte e dell'Arco Etrusco di Perugia, costato 1,5 milioni di euro.

Brunello Cucinelli ha visto la possibilità di rianimare un paese che i residenti avevano abbandonato e creare il posto di lavoro che suo padre non aveva mai avuto. Lui l’ha iniziato a visitare negli anni ’70, dopo aver abbandonato gli studi universitari in ingegneria a 21 anni. Oggi, donne e uomini in camice grigio lavorano in spazi pieni di luce: l’antitesi della fabbrica umida di suo padre. Anche se la tecnica è la stessa: con gli occhiali sulla punta del naso, le fibre di cachemire vengono fatte passare attraverso i denti metallici di una macchina, un filato soffice che può costare anche più di 3mila euro al pezzo.

Brunello Cucinelli nel 2010 insieme alla figlia Federica ha dato vita ad una fondazione che porta il suo nome ed ha sede a Solomeo, una piccola frazione del comune di Corciano in provincia di Perugia. Lì ha sede la sua azienda, che grazie allo stilista non è solo un luogo a misura d’uomo, ma ne ha fatto anche un centro per l’arte, la filosofia e la spiritualità.

La fondazione Brunello e Federica Cucinelli ha finanziato nel corso della sua storia numerosi ed importanti restauri, tra i quali quello dell’Arco Etrusco di Perugia, costato 1,5 milioni di euro. I lavori hanno potuto così restituire alla città uno dei suoi monumenti. L’impegno di restauro e conservazione dell’imprenditore però ha interessato anche la Fontana di via Maestà delle Volte, costruita in una delle principali vie d’accesso al centro storico di Perugia fu realizzata nel 1928 ispirandosi alle linee medievali, talmente ben inserita nel complesso da essere presa per autentica. Ma anche la piccola Chiesa di San Bartolomeo di Solomeo risalente al XII secolo, oggetto di diversi interventi di restauro che hanno interessato l’interno, l’organo e il consolidamento antisismico.

Negli anni ’80 Cucinelli decise di trasferire la produzione e la sua vita a Solomeo. Una scelta in netta controtendenza rispetto a quanto avveniva in Italia in quegli anni. Ma l’imprenditore, che da queste parti chiamano “il cavaliere” ha realizzato una vera e propria opera di ricostruzione del borgo che conta appena 436 abitanti che vivono in armonia con la natura tra olio, grano, vino e cashmere. Oggi l’azienda di Cucinelli è un modello non solo lavorativo ma anche culturale. Mentre Solomeo è diventato un centro dedicato alla cultura, all’arte, alla tradizione e alla storia.

Autore

Riccardo Annibali

Nato a Roma il 26 febbraio 1989, laureato in Scienze della Comunicazione presso l'università Lumsa e giornalista praticante della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.