Connessi e felici

Come lo smartphone è diventato un compagno insostituibile
Connessione immediata e ininterrotta, nuove opportunità lavorative e sinergia con i social. Ricetta di un successo globale.

Correva il 2007 e la Apple lanciava sul mercato il primo iPhone. Da allora, le nostre vite sono cambiate. Sono passati esattamente 10 anni e quel piccolo apparecchio non ci ha mai più abbandonati. Anzi. Può essere di marche e modelli diversi, ma ormai è decisamente difficile trovare qualcuno che non abbia uno smartphone.
E poi sono arrivati i social. O meglio, già c’erano ma sono letteralmente esplosi. E la miccia è stata proprio lo smartphone. È stato amore a prima vista, Facebook e compagnia hanno prolificato sui telefonini di tutto il mondo, mentre iphone e simili hanno trovato nuove funzionalità e impieghi grazie ai social.
Un impatto che si è riflesso anche sul mondo del lavoro. Non solo è possibile lavorare da casa, ricevendo e-mail o partecipando a videoconferenze, consultare internet e quant’altro, ma soprattutto ci sono i social, che vogliono dire condivisione immediata, ma anche lavoro 2.0.
E così è comparsa una nuova figura professionale, di chi della connettività ha fatto un mestiere fatto di like, post e followers. Un mestiere di cui lo smartphone è causa ed effetto. Matteo Grandi, giornalista e autore televisivo, è uno di loro, e ha condiviso con noi il suo punto di vista. Ovviamente, twittandolo.

Il tempo reale, sì. E poi c’è il grande paradosso. Da un lato lo smartphone rappresenta spesso un muro, una barriera che ci divide da chi abbiamo di fronte in carne e ossa. E così mentre stiamo parlando con qualcuno ci troviamo, nel mezzo della conversazione, a tirare fuori il cellulare per controllare i social.
Ma dall’altro lato, lo smartphone può annullare quella stessa distanza che così spesso crea. Un discorso particolarmente vero per chi, come Filippo, studia e vive all’estero, lontano da famiglie e amici. L’abbiamo sentito nella stessa maniera con la quale lui comunica con casa sua. Via Skype.

Il dibattito sui pro e contro del dilagare degli smartphone è ben lontano dalla sua conclusione, ma un dato resta, innegabile.
Quel piccolo oggetto non è entrato solo nelle nostre tasche, ma anche nelle nostre vite.

Autore

Gabriele Genah

Nato a Roma il 30 gennaio 1989. Laureato in Scienze Politiche presso la Sapienza. Laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso la Luiss. Giornalista praticante presso la Scuola di Giornalismo di Perugia.