Rinascere con Stile

Il caso dell’azienda di Città di Castello salvata dal fallimento da venti operai
La Stile produce pavimenti in legno dal 1965. Negli ultimi anni è stata duramente colpita dalla crisi del settore edilizio. Non è servito un intervento esterno a salvarla. Ora la proprietà è di una Cooperativa formata dagli ex-dipendenti

La Stile società cooperativa – È in una giornata di giugno 2016 che la storia della STILE Pavimenti finisce e ricomincia. Ermanno Serri, responsabile di produzione in azienda da 28 anni, però, non lo sa ancora quando quella mattina viene convocato da alcuni sconosciuti (“solo dopo avrei saputo che si trattava di gente dal tribunale”) che gli chiedono “quanto ci vuole a fermare tutte le macchine e chiudere?”. Un mese dopo nasceva da quelle ceneri la Stile società cooperativa, risultato del salvataggio ad opera di diciannove ex-dipendenti dell’azienda sull’orlo del fallimento. In altri termini, un virtuoso esempio umbro di “workers buyout”. Con un’anomalia di cui i nuovi soci sono fieri: il recupero non solo dell’impresa per cui lavoravano, ma anche del datore di lavoro: Lorenzo Onofri, figlio dell’originario proprietario e oggi Presidente della Cooperativa.

Gli anni della crisi – La crisi della Società Tiberina Legnami (da cui S.Ti.Le) comincia nel 2008, quando l’azienda è impegnata in un massiccio investimento in nuovi e più moderni macchinari. Gli effetti della recessione si abbattono particolarmente violenti sul settore edilizio, da cui dipende la ditta che produce parquet.
Nel 2013 arriva il concordato: la procedura legale che formalizza un piano sottoscritto da debitori e creditori per il pagamento dei debiti in qualunque forma. In altri termini un modo di anticipare (ed evitare) il fallimento tramite un accordo con i creditori. L’anno successivo la salvezza sembra essere possibile grazie a un deus ex machina straniero: la STILE diventa ANBO – Stile e viene affittata a una società di imprenditori cinesi e americani. La speranza è di avere accesso a mercati internazionali strategici. Una speranza presto delusa perché i nuovi affittuari non fanno altro che peggiorare la situazione.

La rinascita – Ed è così che si arriva all’estate dell’anno scorso. In diciannove fra operai e responsabili hanno accettato una sfida che ha un costo concreto: la propria mobilità che investono come capitale sociale della nuova cooperativa, a loro rischio e pericolo. Con la scelta di non rottamare, ma di includere la precedente proprietà, rappresentata da Lorenzo Onofri. E con lui il know-how acquisito in settanta anni di storia dalla Tiberina Legnami.

Autore

Serena Riformato

Nata a Massafra (TA) il 15/02/1991. Laurea Triennale in Lettere Moderne presso l'Università di Bologna. Erasmus 2012/2013: University of Edinburgh Laurea Magistrale in Italianistica presso l'Università di Bologna.