La “Ringhiera dell’Umbria”

La fine del nostro viaggio tra le strade del Giro
Vigneti e uliveti circondano Montefalco, la patria del Sagrantino. Non solo cantine, ma anche l’arte con gli affreschi di Gozzoli su San Francesco

Il nostro viaggio termina a Montefalco, la patria del Sagrantino. Il paese, a pochi passi da Perugia, si trova in cima a una collina caratterizzata dalla presenza di vigneti e uliveti. Salendo verso la cittadina si può ammirare un paesaggio unico, che nella stagione autunnale si dipinge di rosso grazie al colore delle foglie della vite. Si tratta di uno scenario unico, tanto che Montefalco è stata ribattezzata “Ringhiera dell’Umbria”.

LU SAGRANTINU – Pensando a Montefalco viene subito in mente il suo vino. Proprio quest’anno si celebrano i 25 anni del consorzio che unisce i vini della zona, infatti nel 1992 il Sagrantino ricevette la denominazione di prodotto DOCG. Attualmente si possono contare 60 cantine e 350 produttori, dislocati nei 670 ettari di terreno che producono un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, tanto che sono stati fatti degli esperimenti di coltivazioni fuori dall’Italia, ma con scarsi risultati. Infatti, le caratteristiche organolettiche del Sagrantino sono ottenibili solo nel terreno di Montefalco e in parte di quelli di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria.
La gradazione non deve essere inferiore ai 13%, in alcune cantine si raggiungono i 15-16%, tanto che si usa fare la distinzione tra ‘lu vinu’ e ‘lu Sagrantinu’, quasi a voler rimarcare la forza del rosso tannino prodotto in quest’area dell’Umbria.

GOZZOLI – Arrivando all’ingresso del paese si possono ammirare la storiche mura con la Porta Sant’Agostino e la Torre del Verziere. Al centro si trova la piazza del Comune dove terminerà la tappa del prossimo Giro d’Italia.
La chiesa di San Francesco è il vero gioiello del borgo, si tratta di un vero e proprio museo dove è racchiusa la storia di Montefalco. Al suo interno si possono ammirare gli affreschi di Benozzo Gozzoli sulla vita del San Francesco, inoltre sono conservati la Natività del Perugino e una serie di dipinti che vanno dal ‘300 al ‘700, realizzati dalla Scuola umbra. Da segnalare la chiesa di Santa Chiara della Croce, che è anche la patrona del paese.