Edilizia e rispetto della natura, una coppia possibile

Tra consumo dei terreni agricoli a fini abitativi e sprechi energetici, costruire in modo sostenibile sta diventando una necessità
Il punto di un settore in fase di espansione ma che ha anche numerosi ostacoli, anche imprevisti

Energia ed edilizia green in Italia– Dal punto di vista della produzione di energia rinnovabile l’Italia è un leader a livello europeo: secondo i dati Eurostat del 2014, più del 17% del consumo lordo di energia è costituito di energia “green”. Questo e altri indicatori rendono l’Italia il secondo paese più “eco-efficiente” d’Europa, secondo solo al Lussemburgo e nettamente migliore della media complessiva dei paesi europei. Se dal punto di vista della produzione di energie alternative siamo a buon punto, non si può dire altrettanto sulla costruzione di abitazioni e uffici ecoefficienti. L’Italia è ancora molto lontana dai livelli raggiunti dai paesi del Nord Europa, dove negli anni 80 sono nati concetti come “casa passiva” (un’abitazione completamente autosufficiente dal punto di vista del riscaldamento) e architettura bioecologica (l’insieme delle tecniche che permettono di costruire edifici con un minimo spreco di energie e risorse); ma qualcosa si sta muovendo.

Costruire eco compatibile: l’azione di Anab– L’Anab, Associazione Nazionale Architettura Bioecologica, è stata fondata nel 1989 da un gruppo di architetti convinti della necessità di rivoluzionare alla radice il comune modo di intendere l’edilizia, rendendola più rispettosa dell’ambiente e cercando di risolvere problemi spinosi come il consumo di terreni agricoli a fini edilizi e la scarsa salubrità degli interni delle abitazioni. All’inizio Anab si occupava principalmente di formare i professionisti del settore sulle tecniche di costruzione ecocompatibile, ma con il passare degli anni ha iniziato a dedicarsi a molte altre iniziative, come la certificazione delle strutture costruite con tecniche bioedili (in collaborazione con ICEA, l’Istituto per la certificazione etica ed ambientale) e l’attività di consulenza fornita da tecnici bioedili qualificati. Anab organizza anche eventi e conferenze per diffondere i valori della bioedilizia e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ripensare il modo di vivere e costruire, rendendolo più sostenibile e salutare. L’architetto Gino Puletti, socio della sezione Anab Umbria, ci ha parlato delle iniziative della sua associazione e dei vantaggi che derivano dall’utilizzo di tecniche bioedili per costruire e restaurare le nostre case.

La bioedilizia in Umbria – Anab Umbria, come le altre sezioni dell’associazione diffuse in tutta Italia, si occupa di promuovere l’architettura bioecologica, e sembra che il pubblico della regione si stia dimostrando molto interessato all’argomento. Eliana Baglioni, una socia di Anab, si è avvicinata ai temi della bioedilizia mentre frequentava la facoltà di Architettura all’Università di Firenze; si è laureata con una tesi sulla costruzione in terra cruda, un’antichissima tecnica edilizia che permette di costruire edifici utilizzando unicamente la terra che si trova nell’ambiente circostante. Dopo varie esperienze all’estero è tornata nella sua Umbria, e si è unita alla sezione locale di Anab. Il territorio umbro, ricco di materiali adatti a costruire a “chilometro zero” e in modo poco impattante, si presterebbe perfettamente all’architettura bioecologica, che però non è ancora conosciuta come in altre regioni italiane. Rimane ancora molta strada da fare; si potrebbe cogliere l’occasione dei tragici effetti del terremoto dello scorso anno per promuovere un nuovo modo di costruire, realizzando edifici rispettosi dell’ambiente, salutari per chi vi abita e lavora e, soprattutto, antisismici.

Autore

Chiara Sivori

Nata a Genova il 25 dicembre 1991. Laurea magistrale in Giurisprudenza, conseguita presso l'Università di Genova.